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Valli dell'olivo
Valli dell'olivo
L’entroterra di Imperia è tra le zone più suggestive e ricche di tradizioni di tutta la Liguria. Le vallate sono disposte “a pettine” rispetto alla costa e favoriscono quindi l’ingresso dei venti caldi dal mare lungo le dorsali, determinando un clima particolarmente favorevole a coltivazioni del tutto peculiari quali l’olivo, la vite, le erbe officinali, i fiori, gli alberi da frutto e, più in alto, le castagne.
La produzione olearia è il pilastro dell’economia agricola locale, grazie a un olio extravergine di eccezionale qualità ottenuto dalla spremitura delle olive “taggiasche”.
Le valli dell’olivo sono tre: la Valle dell’Impero, la Valle del Prino (chiamata Val d’Oro per la produzione del dorato olio ligure) e la Valle del Maro.

Il paesaggio dei frantoi
In un territorio largo non più di dodici chilometri le mulattiere si arrampicano tra le colline terrazzate, dove uliveti secolari scandiscono il ritmo delle stagioni; ovunque i frantoi lavorano ancora con metodi tradizionali. Alcuni borghi mantengono caratteristiche architettoniche antiche, come i rissoi, vicoletti lastricati di ciottoli.

Usi e credenze
L’importanza dell’acqua è sottolineata dalle protezioni e decorazioni delle sorgenti: sculture, archi in pietra e volte, vasche ottagonali…
Qui le fasi lunari e le ricorrenze religiose erano tenute in grande considerazione. I campi venivano benedetti in cerimonie dette “rogazioni”. E per secoli, i monaci Benedettini hanno tramandato l’uso delle sedici erbe officinali fondamentali.
L’olivicoltura è stata praticata coi metodi tradizionali fino a non molto tempo fa; le donne coglievano a mano le olive in canestri e ricevevano in cambio vitto, alloggio e una discreta scorta d’olio.
Usanza singolare era lo “Spaodo”, una sorta di riscatto che lo sposo doveva pagare se intendeva sposare una ragazza di un altro paese.

Una cucina a base di erbe
La gastronomia delle Valli è diversa da quella della costa: manca il pesce, con l’unica eccezione dello stoccafisso. A dominare la tavola sono soprattutto le verdure: crude, ripiene al forno, adoperate per gli impasti delle torte e dei ravioli, o cotte come minestroni.
Un piatto tipico è lo “Zemin”, una sorta di zuppa di ceci. Le carni, salvo il coniglio, sono quasi del tutto assenti, ma hanno spazio piatti a base di lumache e anguille.
I dolci caratteristici sono le bugie, i canestrelli all’olio d’oliva e i gustosi biscotti di Pontedassio.
Le viti vengono coltivate in piccoli poderi con un’accurata ricerca dell’alta qualità, come testimoniano l’Ormeasco a nord, il Pigato e il Vermentino più a sud.

Valle dell’Impero

Immediatamente alle spalle di Imperia troviamo Pontedassio, borgo di fondovalle ricco di frantoi e oleifici. Poco lontano sorgono Diano Aretino e, più a est, Diano San Pietro e Villa Faraldi. Il sagrato della parrocchiale di San Lorenzo ospita in luglio il Festival di Arte, Musica e Teatro.
Risalendo il fiume Impero verso nord, ecco Chiusavecchia con il caratteristico ponte medievale a due arcate e il Santuario della Madonna dell’Oliveto con un organo del 1861.
Poco più in alto, Chiusanico di origine medievale. La famiglia di Cristoforo Colombo ebbe qui le sue origini.

Valle Prino

Dolcedo è divisa in più nuclei circondati dagli olivi. Cinque ponti scavalcano il torrente, il più antico risale al 1292. Pietrabruna, anticamente dedita alla lavorazione della lavanda, vende oggi i suoi anemoni al mercato di Sanremo.
A nord di Dolcedo, Prelà è il capoluogo dell’alta Valle del Prino: l’antico castello domina il fondovalle in cui sorge Molini di Prelà, centro commerciale che deve il nome ai mulini ad acqua.
Poco più ad est, ecco la soleggiata Vasia. La presenza nell’antichità di un castello fortificato è testimoniata, a borgo Castello, da alcuni resti.

Valle del Maro
La Valle del Maro inizia con il comune di Lucinasco, a cinquecento metri d’altezza sul mare. Da vedere: la chiesetta di Santo Stefano, sulle rive di un laghetto, e il Museo d’Arte Sacra. Poco distante, Borgomaro è un territorio ricco di sorgenti, anche solforose, di mulini e frantoi. Nella frazione di Maro Castello restano tracce del Castello dei conti di Ventimiglia; a San Lazzaro Reale, si può ammirare un elegante ponte. Anche la tradizione dell’artigianato in ferro battuto qui è tenuta viva.
Ad Aurigo si può gustare il pane artigianale preparato secondo un’antica ricetta, a Caravonica visitare il Santuario di Nostra Signora delle Vigne. Infine Cesio e le sue suggestioni naturalistiche con veduta sulle valli sottostanti.
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Valli dell'olivo: olio di olive


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