Fondata nel 177 a.C., Luni trarrebbe il nome da quello di una dea italica oppure dalla forma di mezzaluna del suo porto. I Liguri Apuani resistettero a lungo ai Romani fino a soccombere nel 154. Luni, romanizzata, fiorì come città commerciale e il suo porto divenne uno degli scali principali del Tirreno.
Nel 416 Rutilio Namaziano decantava questa terra e gli splendidi marmi bianchi di cui era ricca. In seguito a numerose invasioni, alla malaria e all’interramento del porto, Luni fu progressivamente abbandonata dagli abitanti che si trasferirono sulle colline.
Del suo antico splendore restano numerose tracce nel sito archeologico ricco di templi, statue e mosaici. Da vedere il Grande Tempio della dea Luna e i templi dedicati a Diana e alle dee Giunone e Minerva. Passeggiando tra le statue e i mosaici che affiorano dopo secoli dal terreno, si passa accanto all’Anfiteatro, al Foro, ai magazzini per i viveri, fino a vedere quello che rimane del porto.
I più bei reperti sono conservati nell’attiguo Museo Archeologico Nazionale che presenta manufatti d’uso quotidiano, altari funebri e votivi, sculture in bronzo e marmo e ornamenti .
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