Vado Ligure
(l’antica Vada Sabatia) ha origini remote, probabilmente quelle di un Municipum romano. La cittadina odierna rivela una doppia personalità: quella moderna e funzionale e l’altra, tipica dell’antico borgo marinaro (Porto Vado), oggi sede di un terminal crociere e di un porto commerciale in espansione. Grazie allo svincolo autostradale di Savona, immediatamente alle spalle del paese, Vado e il suo porto sono ben collegati col nord Italia.
Di interesse per il visitatore si soffermerà sul Museo Civico di Villa Groppallo che raccoglie reperti di Vada Sabatia, una ricca collezione di monete, opere pittoriche del realismo italiano e sculture dell’artista Arturo Martini, che qui ha vissuto e lavorato. Interessante anche il Museo Civico “Don Cesare Queirolo” che conserva l’eredità dell’arciprete, appassionato di archeologia.
Muovendo da Vado verso l’interno e percorrendo alcuni tratti dell’antica via Julia Augusta, si incontra la frazione di San Genesio. Sulla cima della collina sono visibili i resti del Castrum Vadorum. Da qui si giunge alla Bassa di Sant’Elena, dove gli appassionati si lanciano in volo col parapendio o col deltaplano per atterrare sulla spiaggia.
Costeggiando il crinale del Monte Meta, invece, si incontrano una fortezza del 1815 e le mura diroccate del Forte Santo Stefano (XVII sec). Dalla Rocca dei Corvi si sale invece a un pianoro detto Campo dei Francesi, luogo di una cruenta battaglia contro le armate napoleoniche, dove è ancora possibile vedere le antiche fornaci per la trasformazione del calcare in calce. Il frantoio da “u Tavian” funziona tuttora col metodo tradizionale e con macine di pietra.
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