Triora, nella Valle Argentina, è un piccolo borgo arroccato sul monte Trono, noto come il paese delle “Bagiue”, cioè delle streghe.
Qui, tra il 1587 e il 1589, si celebrò uno dei più agghiaccianti processi tenuti dal Tribunale dell’Inquisizione: tredici donne, quattro ragazzine ed un bambino furono accusati di stregoneria e di essere la causa della carestia che affliggeva la zona.
Le donne furono uccise sul rogo come fattucchiere e ancor oggi, sulla collina della Cabotina, un’iscrizione ricorda quegli eventi.
Il Museo Etnografico e della Stregoneria ospita una sezione dedicata al processo del 1588, mentre numerose botteghe del centro alimentano la leggenda della diversità locale vendendo ai turisti pozioni e infusi d’erbe.
L’origine medievale di Triora è testimoniata dalla presenza di una delle sette porte d’accesso, dal castello e dai resti di due fortini, nonché dalla struttura stessa del paese con il suo sistema difensivo di vicoli strettissimi, porte e case-fortezza.
Un’altra particolarità di Triora è il ponte di Loreto, alto 119 metri, dal quale si può praticare il bungee-jumping a strapiombo sulle irte rocce del torrente Argentina.
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