Due chilometri oltre Deiva Marina, lo sguardo è attratto da quattro minuscoli borghi arrampicati sulla roccia che degrada verso il mare. Sono Costa, Setta, Ravecca e Anzo, che insieme formano il comune di Framura, il cui nome deriverebbe, a seconda delle ipotesi, da “fra le mura” oppure da una contrazione di Farramula, antica stazione di posta per il cambio o la ferratura dei muli e dei cavalli.
Qui la costa, frastagliata, aspra e incontaminata, concede piccole spiagge sassose. Il turismo è fatto in gran parte da famiglie che frequentano questi luoghi da generazioni. Il paese, piccolo e ben curato, è attraversato da una strada (chiusa al traffico nei mesi estivi) che, inerpicandosi sulle colline, raggiunge Deiva Marina.
Da vedere: la pieve di San Martino de Muris (già citata in un documento del XII secolo) e la cappella di Nostra Signora della Neve (eretta in stile gotico nel 1342) cui è dedicata anche la festa più attesa di Anzo. Nell’occasione si mangia insieme all’aperto e le danze proseguono fino a tarda notte.
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