Tranquillità e armonia sembrano essere le note dominanti di questa deliziosa cittadina ligure, che si distende lungo il mare al centro del Golfo e il cui nome significa “chiave delle valli”. Sorta sulla piana alluvionale in cui le vallate di Aveto, Fontanabuona, Sturla e Graveglia convergono e sfociano nel Tigullio, Chiavari, benché di dimensioni comparabili a Rapallo, appare più equilibrata e rilassata.
Ricca di monumenti, musei, negozi, mercati e affascinante, con la sua fitta trama di portici, vicoli e stradine intessuta alle spalle di un porto capiente (500 posti barca) e ben servito. Gli stabilimenti balneari sorgono a est e a ovest del porto.
Nota per una cantieristica navale d’alto livello e per la lavorazione dell’ardesia, Chiavari è famosa in tutto il mondo per il suo artigianato tessile (pizzo macramè) e del mobile (sedie campanine). Il mercato dell’antiquariato, che si tiene mensilmente, richiama compratori anche da molto lontano.
Importante centro pre-romano abitato dai Liguri Tigulli, è citata per la prima volta con il nome di Clavaro in un documento del 980. Prima dominio di Genova, poi libero Comune nel 1243, Chiavari subirà più volte assedi e conquiste a opera dei Malaspina e dei Fieschi, tornando poi regolarmente sotto il controllo dei genovesi e conoscendo così una lunga fase di floridità e sviluppo come centro amministrativo e giudiziario del Tigullio.
A metà del Settecento, durante la guerra di successione austriaca, viene occupata dagli spagnoli, dai tedeschi e dai francesi e, con Napoleone Bonaparte, nominata capoluogo del Dipartimento degli Appennini. Infine, nel 1815, passa sotto il Regno di Sardegna. Origini chiavaresi, pur non essendovi nati, vanteranno Garibaldi, Mazzini e Nino Bixio.
Di ogni capitolo di questa tormentata vicenda millenaria sopravvivono, a Chiavari, tracce e testimonianze di grandissimo interesse: dai materiali e dalle tombe della monumentale necropoli pre-romana (VIII-VI secoli a.C.), ora raccolti nel Museo archeologico del Tigullio, al Castello medievale che domina la collina, in posizione strategica contro gli attacchi provenienti dal mare; dagli Oratori di età rinascimentale alla grande chiesa di Nostra Signora dell’Orto, costruita nei Seicento e rimaneggiata per due secoli. Del gusto barocco e settecentesco delle facciate sono begli esempi i palazzi Torriglia e Rocca (sede, quest’ultimo, dell’Archeologico e della Pinacoteca).
Nel centro storico della città, vero e proprio museo all’aperto di impianto medievale, si riscopre l’inclinazione dei chiavaresi per i rifacimenti architettonici, da cui pochi monumenti (come la Torre del Tribunale e il porticato di Palazzo Pizzorno) sono rimasti indenni. La chiesa più rifatta, sino al XX secolo, è anche la più antica di Chiavari: San Giacomo di Rupinaro.
Opere, mostre, concerti, spettacoli teatrali e show all’aperto allietano il soggiorno. Ai patiti dei locali notturni non resta che fare un salto al pub o in discoteca. Per rilassarsi nel verde, invece, ecco il bel Parco comunale Rocca che sale fino alla collina, raggiungendo gli incantevoli giardini di Villa Rocca. L’offerta sportiva spazia dalla vela all’equitazione, dal beach volley alla canoa e al tennis. Corsi di nuoto vengono organizzati nella Piscina comunale.
La scarsità di posti-auto limita l’utilizzo dell’auto. Anche a Chiavari il treno (grazie a una stazione vicinissima al mare e alla piazza principale) è, probabilmente, la soluzione migliore.
Lungo la strada per Rapallo è d’obbligo una visita alla piccola Zoagli, ove si lavorano ancora velluti e damaschi.
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