Piccola capitale di una civiltà marittima, che ancora si rivela nella sobria imponenza delle case alte e strette percorse da vicoli angusti e ripide salite, Camogli rappresenta il limite orientale del Golfo Paradiso, affacciandosi sulle meraviglie del promontorio di Portofino.
Il suo porticciolo, sempre affollato, mantiene vivo il ricordo di una vicenda millenaria costruita sulla pesca, sui traffici commerciali e sulle imprese militari. Città di capitani di lungo corso e di marittimi, non a caso Camogli - il cui simbolo è Castel Dragone, più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli - è sede della prima Mutua marittima e di un Istituto nautico che forma gli ufficiali di marina, del Museo marinaro Ferrari e di un piccolo ma bell’Acquario.
Meritano d’essere visitati anche il piccolo Museo civico archeologico, ove sono raccolti i reperti di un villaggio preistorico risalente al XIII secolo avanti Cristo, e la Basilica di Santa Maria Assunta.
Con i suoi fondali ricchi di mistero e di colori (il parco marino di Portofino è una delle più belle mete per immersioni di tutta l’Italia), il clima mite e una gustosa cucina, Camogli si offre al visitatore anche come base di partenza per piacevoli passeggiate nel verde (per esempio verso la chiesina di San Rocco, dal cui sagrato si può ammirare tutto il Golfo) o per escursioni non esenti da fatica ma di enorme interesse, come quella all’Abbazia benedettina di San Fruttoso, incastonata in una caletta rocciosa del promontorio di Portofino e oggetto di un accurato restauro da parte del Fondo per l’Ambiente Italiano.
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