Superata Ospedaletti, si incontra una cittadina divisa in due frazioni che più diverse non potrebbero essere: la mondana Arma di Taggia e l’artistica Taggia.
Clima mite, vaste spiagge di sabbia fine, stabilimenti balneari, locali notturni e centri sportivi sono il fiore all’occhiello di Arma di Taggia, famoso centro turistico estivo e invernale frequentato da giovani e adulti. Arte, storia, carruggi, piazzette medievali, ulivi e agrumi sono il biglietto da visita di Taggia, situata a tre chilometri dal mare nell’entroterra.
Libero comune nell’anno Mille, Taggia fu acquistata nel 1288 dai genovesi.
Oggi è uno dei centri più belli della Liguria. Passeggiare per Taggia significa scoprire testimonianze meravigliose del passato: i palazzi patrizi di via Soleri, i portali di ardesia di via San Dalmazio con le incisioni degli stemmi nobiliari, il Palazzo Lercari in piazza Farini.
Il Convento dei Domenicani, ampio complesso monumentale di grande valore, ospita tra l’altro due polittici di Ludovico Brea e il dipinto “Crocifissione e Santi” di Giovanni Canavesio. Uno splendido ponte romanico a 16 archi accompagna il turista al Santuario della Madonna di Lampedusa.
Anche Arma, oltre alla splendida costa, vanta tesori nascosti, come l’omonima grotta situata sul lungomare di ponente, sin dall’antichità luogo di rifugio per uomini e animali: nella sua parte anteriore la grotta ospita una chiesetta dedicata a Maria Santissima dell’Annunziata. Poco distante si può osservare la Fortezza eretta nel 1565 per difendere la città dagli attacchi.
Chi si ferma in questa località non può non assaggiare i canestrelli salati e i biscotti al finocchietto. Ad Arma di Taggia, inoltre, gli sportivi avranno vita facile: dalla mountain bike al golf, dall’equitazione e al calcetto, le opportunità non mancano.
Agli amanti della velocità suggeriamo qualche brivido sulla pista per go-kart, frequentata anche da Michael Schumacher.
E il sabato che precede il 12 febbraio, per la festa di San Benedetto, i taggiaschi festeggiano preparando suggestivi falò, mentre la domenica successiva un corteo storico riporta all’atmosfera seicentesca.
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